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21.02.2013 ELENCO CLIENTI E FORNITORI Stampa E-mail

Il 30 aprile scade il termine per il primo invio delle comunicazioni relative al nuovo “spesometro”. La normativa è stata modificata dal D.L. 16/2012, che ha sostanzialmente riportato l'adempimento nello schema del vecchio elenco clienti e fornitori.Alla luce del fatto che il D.L. 179/2012 ha inserito le “imprese agricole minime” tra i soggetti tenuti all’adempimento, i tecnici dell’Agenzia delle Entrate in occasione di Telefisco 2013 hanno chiarito che l’obbligo per tali soggetti decorrerà dal 2014 per le operazioni effettuate nel 2013.In attesa del provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate che ne stabilirà le modalità operative molti dubbi, però, rimangono ancora irrisolti.Con l’art. 21, D.L. n. 78/2010, era stato introdotto l’obbligo di comunicare telematicamente all’Agenzia delle Entrate, entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello di riferimento, le cessioni/acquisti di beni e le prestazioni di servizi rese/ricevute rilevanti ai fini IVA di importo pari o superiore a € 3.000 ovvero € 3.600 (al lordo IVA) per le operazioni per le quali non sussiste l’obbligo di emissione della fattura, quindi documentate da scontrino/ricevuta fiscale.Il Decreto Semplificazioni fiscali (Decreto Legge 16/2012 convertito in Legge n. 44 del 22/4/2012) per le operazioni effettuate nel 2012 (da comunicare entro il 30 aprile 2013) ha portato delle novità circa tale adempimento disponendo che:  a decorrere dal 1° gennaio 2012, all'articolo 21, comma 1, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, le parole «di importo non inferiore a euro tremila» sono soppresse e dopo le parole:«operazioni rilevanti ai fini dell'imposta sul valore aggiunto.» sono aggiunte le seguenti:«L'obbligo di comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini dell'imposta sul valore aggiunto per le quali è previsto l'obbligo di emissione della fattura è assolto con la trasmissione, per ciascun cliente e fornitore, del l'importo di tutte le operazioni attive e passive effettuate. Per le sole operazioni per le quali non è previsto l'obbligo di emissione della fattura la comunicazione telematica deve essere effettuata qualora le operazioni stesse siano di importo non inferiore ad euro 3.600, comprensivo dell'imposta sul valore aggiunto»”.In sostanza, con il Decreto Semplificazioni fiscali le operazioni attive e passive per le quali è obbligatoria l'emissione della fattura dovranno essere comunicate tutte, quale che sia l'importo, in forma cumulativa su base annua per ciascun cliente o fornitore;  le sole operazioni per le quali non è obbligatoria l'emissione della fattura, dovranno essere invece comunicate solo se di importo non inferiore a 3.600 euro al lordo dell'Iva.Di fatto per le operazioni con obbligo di fattura è stata ripristinata la modalità di comunicazione prevista per i vecchi elenchi clienti elenchi e fornitori. La soglia (3.600 euro) resta, dunque, in vigore per le operazioni effettuate senza obbligo di emissione della fattura e ciò al fine di evitare che il dettagliante o l'albergo o il ristorante debbano identificare tutti i clienti che entrano nell'esercizio commerciale.

Per le operazioni soggette a obbligo di fatturazione, occorrerà comunicare, per ciascun cliente e fornitore, l’importo complessivo di tutte le operazioni attive e passive effettuate, indipendentemente dall’importo. Per le operazioni senza obbligo di fattura invece rimane ferma la comunicazione di quelle di importo non inferiore a 3.600 euro al lordo dell’Iva

 Soggetti coinvolti Decreto sviluppo 2012

Sottoposti all’adempimento in questione sono tutti i soggetti passivi che effettuano operazioni rilevanti ai fini IVA.Le eccezioni sono poche, e fra queste l’Agenzia delle Entrate, con circolare 30 maggio 2011, n. 24/E, annovera:- i contribuenti minimi, esclusi dalla comunicazione, in quanto soggetti a semplificazioni degli adempimenti IVA; tale esclusione non opera comunque allorquando, nei casi previsti dalla norma, si verifichino i presupposti per l’uscita dal regime.-  i produttori agricoli in regime di esonero ex art. 34, sesto comma, del D.P.R. n. 633/1972. Ora per tali produttori agricoli sono, però, in arrivo delle novità. All'art 36 comma 8 bis del D.L. 179 2012 conv. modif. in Legge. 221/2012 (Decreto sviluppo) è stato, infatti, previsto che:  Al fine di rendere più efficienti le attività di controllo relative allarintracciabilità dei prodotti agricoli e alimentari ai sensi dell'articolo 18 del regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2002, sulla sicurezza alimentare, i produttori agricoli di cui all'articolo 34, sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633,e successive modificazioni, sono tenuti alla comunicazione annuale delle operazioni rilevanti ai fini dell'imposta sul valore aggiunto di cui all'articolo 21 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni”. In sostanza per rendere più efficienti le attività di controllo sulla rintracciabilità dei prodotti agricoli e alimentari, dovranno inviare l'elenco clienti e fornitori anche i produttori agricoli esonerati dall'Iva, cioè quelli con un volume d'affari non superiore a 7.000 euro.Si tratta di imprenditori agricoli assoggettati in via naturale al regime speciale di detrazione forfetaria dell’IVA che, avendo realizzato nel corso dell’anno solare precedente o, in caso di inizio attività, prevedendo di realizzare, un volume di affari non superiore 7.000 euro costituito per almeno due terzi da cessioni di prodotti agricoli rientranti nella Tab. A), parte I, allegata al D.P.R. n. 633/1972, beneficiano di un particolare regime di esonero dagli ordinari adempimenti IVA. 

Decorrenza: Dubbi sulle fatture non obbligatorie

Tenuto conto che la norma che ha introdotto l'elenco clienti e fornitori per gli agricoltori minimi, è entrata in vigore dal 19 dicembre 2012 si è posto il problema della decorrenza del nuovo obbligo.Infatti si poteva ritenere che già entro il 30 aprile 2013 tali soggetti avrebbero dovuto trasmettere all'Agenzia gli elenchi per le operazioni effettuate durante tutto il 2012. Ciò in quanto le imprese minime sono comunque tenute a conservare i documenti fiscali e contabili. Inoltre non era possibile invocare lo Statuto del contribuente dato che la scadenza dell'adempimento sarebbe caduta oltre il sessantesimo giorno dall'entrata in vigore della norma (articolo 3, comma 2, Legge 212/2000). A chiarire la questione è intervenuta l'Agenzia delle Entrate la quale ha precisato che l'obbligo: “dato il limitato lasso di tempo trascorso fra l'entrata in vigore della norma (19 dicembre 2012) e il 31 dicembre 2012, per finalità di semplificazione degli adempimenti, possa non essere adempiuto dai produttori agricoli per il 2012.Pertanto il primo appuntamento slitta automaticamente al 30 aprile 2014 con riferimento alle operazioni effettuate nel 2013. Per quel che concerne l’operatività della comunicazione, molti dubbi sono ancora rimasti irrisolti, in quanto tutti gli operatori del settore stanno aspettando l'emanazione da parte dell'Agenzia delle Entrate del provvedimento che fisserà le nuove modalità di trasmissione. Un primo punto da chiarire è se tra le operazioni con obbligo di fattura s’intendono comprese anche quelle per le quali la fattura è emessa, in quanto richiesta dalla controparte, come sembrava indicare la circolare n. 24/2011 delle Entrate sullo spesometro, oppure se in tale ipotesi l'operazione non rientra nella categoria.OPERAZIONI EFFETTUATE NEL012

Dati da comunicare

Al riguardo si fa presente che:

-  la comunicazione riguarda tutte le transazioni rilevanti ai fini Iva per le quali è previsto l'obbligo di fattura, a prescindere dall'ammontare della fattura stessa;

- quando un operatore provvede di propria iniziativa a rilasciare la fattura, con tale atto determina autonomamente la necessità di inserire il documento nell'elenco.Una conclusione diversa creerebbe una discrepanza fra i dati comunicati dal fornitore e quelli trasmessi dal cliente, siccome tale ultimo soggetto quando viene in possesso della fattura è tenuto a inserirla nella propria comunicazione. E, se si esonerasse dal medesimo adempimento il fornitore, sarebbe impossibile provvedere all'incrocio dei dati, vanificando la finalità antievasiva dello strumento in discorso. Su tale questione si aspetta una posizione ufficiale da parte dell'Amministrazione. Altri punti di incertezza attengono i dati da comunicare e le modalità di comunicazione. In particolare:

-  il D.L. 16/2012 (decreto semplificazioni fiscali) ha previsto l'obbligo di trasmissione di tutte le operazioni attive e passive effettuate con ciascun cliente e fornitore. Seguendo, quindi, il tenore letterale della normativa, la comunicazione dovrebbe essere effettuata avendo riguardo non alle singole fatture emesse in conseguenza di ciascuna compravendita, bensì al complesso delle transazioni realizzate con una data controparte commerciale in assenza di una disposizione di esonero, permane l'obbligo di trasmettere i dati delle compravendite poste in essere con soggetti privati e regolate con assegno o bonifico bancari. L'emissione della fattura da parte dell'operatore al di fuori di uno specifico obbligo di legge è una causa che determina autonomamente la necessità di includere la relativa transazione nello spesometro. Rimane quindi il dubbio se questa debba essere inserita o meno.A seguito dell'intervento del D.L. 70/2011, sono stati esclusi dalla comunicazione tutti i rapporti posti in essere in ambito business to consumer qualora il pagamento dei corrispettivi avvenga mediante carte di credito, di debito o prepagate rilasciate da operatori finanziari soggetti agli obblighi di comunicazione all'anagrafe tributaria. Questo esonero dalla comunicazione, tuttavia, non è stato esteso ad altre modalità tracciate di pagamento, quali il bonifico o l'assegno bancario.

-  per le fatture inferiori a 300 euro le regole di semplificazione del D.P.R. 695/1996 consentono al contribuente di produrre un documento riepilogativo riportante i numeri delle fatture a cui si riferisce, l'ammontare complessivo imponibile delle operazioni e l'ammontare dell'imposta distinti secondo l'aliquota applicata. La conseguente registrazione non avviene, come per tutte le fatture per singola operazione, ma avviene in modo complessivo conregistrazione diretta del documento riepilogativo. Pertanto volendo rispettare le regole dello spesometro, a meno che non si provveda manualmente all'estrazione dei dati, la comunicazione non sarebbe perfetta.I

FORMATO DEI DATI

Con lo spesometro vanno comunicate tutte le operazioni rilevanti ai fini Iva per le quali è previsto l'obbligo di emissione della fattura mediante la trasmissione, per ciascun cliente e fornitore, dell'importo di tutte le operazioni attive e passive effettuate. Il tenore letterale della norma suggerisce una comunicazione dei dati "per masse", cioè con riferimento al cliente e fornitore, e non "puntuale", ossia fattura per fattura.

PAGAMENTI CON MONETA ELETTRONICA

L'obbligo di comunicazione delle operazioni effettuate nei confronti di contribuenti non soggetti Iva è escluso dallo spesometro, qualora il pagamento dei corrispettivi avvenga mediante carte di credito, di debito oppure prepagate emesse da operatori finanziari che siano soggetti all'obbligo di comunicazione all'anagrafe tributaria. Un'analoga esenzione non è invece prevista per le operazioni che vengano regolate con bonifico o assegno bancario.

FATTURE INFERIORI A 300 €

Sarebbe utile che i dati relativi a tante fatture di importo inferiore a 300 euro potessero essere inglobate e comunicate, a scelta del contribuente, attraverso un singolo documento riepilogativo (come quello previsto dal D.P.R. 695/1996), anziché essere trasmesse una da una.

 

A cura di Antonio Gigliotti, da Notiziario Fiscale

 
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